Pagine e inchiostro, cuore e carta.

copertinaMi sembra che sia passata un’eternità da quando, su una spiaggia ligure, nascevano i primi dialoghi e le prime scene di “Voci di Cicala”. Un piccolo grande sogno che mi ha portato lontano, un viaggio attraverso la storia, le abitudini e i drammi di un’Italia in guerra che, quasi mai, è quella descritta dai libri di storia ufficiali. Ho avuto la grande fortuna di poter sentire da due piloti dell’aviazione di allora i racconti dei loro voli, delle loro emozioni, delle loro tristezze, dei loro compagni rimasti per sempre su, nell’azzurro a cui volevano tanto bene. E ho cercato con pazienza, nella mia Brianza, le tracce della vita sulla collina del sanatorio. Ho ascoltato avidamente le voci di chi lavorava con i malati, i piccoli episodi che costruivano il loro mondo. Mondo semplice, campagnolo, com’era allora. E adesso tutto questo sta per diventare un romanzo a tutti gli effetti: pagine e inchiostro, cuore e carta. Già da adesso dico grazie a tutti quelli che leggeranno “Voci di Cicala” perché facendolo avranno aggiunto un tassello al mio sogno.

Miriam